Rivendere menu digitali: quanto costa davvero, piattaforma per piattaforma
Ultimo aggiornamento: 2026-10-15
Se fai menu per mestiere e stai valutando di dare al tuo cliente anche il QR code, la domanda vera non è quale piattaforma sia la più bella. È quanto ti costa, quanto puoi chiedere, e di chi resta il cliente.
Questa pagina la scriviamo noi, che una piattaforma da rivendere la facciamo, quindi vale l'avvertenza di sempre: siamo parte in causa. Quello che cambia è il metodo. I numeri qui sotto li abbiamo letti uno per uno sui listini pubblici dei fornitori, sono IVA esclusa come li pubblicano loro, e per ogni piattaforma abbiamo preso la strada più economica che i suoi stessi piani consentono: citare il piano più caro ci avrebbe fatto fare bella figura e avrebbe reso questa pagina inutile.
Sei locali, un anno: quanto ti resta
Sei locali è il momento in cui la domanda si pone davvero: non è più il favore fatto al cliente affezionato, e non è ancora un'agenzia. E la cifra che decide, per chi rivende, non è quanto paga: è quanto gli resta.
Il conto si fa così. Dove il fornitore pubblica un prezzo al pubblico, quel prezzo è anche il tuo tetto: se chiedi di più, il locale cerca il nome del prodotto, trova il listino, e il tuo preventivo diventa un ricarico. Quindi quello che ti resta è il tetto moltiplicato per sei, meno quello che paghi. Per ogni piattaforma abbiamo preso la combinazione di piani più economica che i suoi stessi listini consentono.
| Piattaforma | Quanto ti resta | Il tuo tetto: cosa trova il cliente sul loro sito | Quanto paghi | Perché |
|---|---|---|---|---|
| Noi, piano Basic | da 622,80 € a 1.522,80 € | niente: il prezzo pubblico è il tuo | 571,20 € | sei quote fisse da 95,20 €. A 199 € a locale — meno del prezzo pubblico di Leggimenu — te ne restano 622,80; a 349 €, 1.522,80 |
| Noi, piano Premium | 918 € | niente: il prezzo pubblico è il tuo | 1.176 € | sei quote fisse da 196 €, al prezzo che fanno di solito i nostri rivenditori, 349 € a locale |
| Stello Starter | 499,60 € | 249,90 € a locale | 999,80 € | il margine c'è perché due piani da tre menu costano meno di sei abbonamenti singoli: è lo sconto dell'account tuo, non una condizione da rivenditore |
| Famenu Pro | 427,20 € | 106,80 € a locale, e c'è anche un piano gratuito | 213,60 € | stesso meccanismo, due piani da cinque spazi; ma il tetto è bassissimo, e un locale che si accontenta del piano gratuito non paga niente |
| Menù di Oggi | 310 € | 140 € a locale | 530 € | un Business da cinque sedi più un Personal per la sesta; il sesto locale costa quanto un abbonamento intero |
| MenuDigitale.io Premium | 0 € | 79,90 € a locale | 479,40 € | compri a 79,90 e puoi vendere a 79,90: nessun piano multi-locale, nessuno sconto dichiarato, margine zero |
| Leggimenu Premium | 0 € | 199,90 € a locale | 1.199,40 € | un account per locale al prezzo di listino; per togliere il loro marchio servono 99,90 € l'anno in più, che portano il margine sotto zero |
| Qromo Basic | 0 € | 348 € a locale | 2.088 € | margine zero sul canone, e in più l'1,6% su quello che il locale incassa dal menu |
Rilevazione del 15 ottobre 2026 sui listini pubblici dei fornitori, IVA esclusa. Quello che ti resta è calcolato vendendo al prezzo più alto credibile, cioè quello che il tuo cliente trova sul sito del fornitore. I prezzi cambiano: prima di decidere, rifai il conto.
I tre zeri non sono un refuso
Su tre piattaforme di quella tabella quello che ti resta è esattamente zero, e non è una nostra forzatura: è aritmetica. Se compri al listino pubblico e il listino pubblico è anche il massimo che puoi chiedere, la differenza fa zero. Non c'è niente da negoziare, perché non c'è nessuna leva: nessuno dei tre pubblica uno sconto per chi porta più locali.
Dove invece un margine c'è — Stello, Famenu, Menù di Oggi — viene tutto da una cosa sola: ti vendono un piano capiente a meno di quanto costerebbero sei abbonamenti singoli. È lo sconto dell'account tuo, non una condizione da rivenditore, e dura finché i tuoi clienti stanno dentro il tuo account, senza un contratto e senza una posizione loro. Più sotto c'è scritto cosa vuol dire il giorno in cui smetti.
E il tuo lavoro non è un ricarico. Impaginare un menu, tradurlo, fotografarlo, tenerlo aggiornato quando cambia il pesce del giorno: è quello che il locale ti paga, e il software è solo il posto dove finisce. Ma se il locale vede il prezzo del software, vede solo quello — e tu ti ritrovi a discutere di settantanove euro invece che del tuo mestiere.
Il margine vero è quello che non ti riprendi in ore
Un conto che quasi nessuno fa: a 35 € l'ora, bastano diciotto ore all'anno per mangiarsi 622 € di margine. Tre ore a cliente, su sei clienti, e hai lavorato gratis. Per questo la domanda non è solo quanto ti resta sul canone, ma quanto tempo ti costa ogni cliente nuovo.
Qui sotto c'è quello che facciamo noi per toglierti ore; subito dopo, le stesse domande fatte a tutti gli altri.
Caricare il menu di un cliente nuovo
dal PDF che hai già impaginato tu, o dalle foto della carta scattate col telefono: piatti, descrizioni e prezzi vengono letti e messi in tabella, e a te resta la rilettura. È la differenza fra mezza giornata e venti minuti, e si ripete a ogni cliente che prendi.
Tradurre, e ritradurre a ogni cambio di stagione
automatico, con glossario e memoria: i termini che hai già corretto una volta restano come li hai scritti tu, e quando cambi un piatto si aggiorna solo quello. Niente traduttore da rincorrere a ottobre e a marzo.
Tenere gli allergeni in ordine in tutte le lingue
stanno sul piatto, non su una tabella a parte: cambi un ingrediente e le quattordici icone si aggiornano insieme in ogni lingua. È il punto in cui si fanno i danni veri, perché un allergene giusto in italiano e sbagliato in tedesco è peggio di un allergene assente.
Ristampare la carta
dallo stesso menu esce un documento impaginato — più menu e più lingue in un unico file, A4 o A5, listino o carta, con o senza copertina — che va in macchina così com'è. Per chi stampa non è una funzione in più: è il motivo per cui il digitale non gli porta via il lavoro, glielo fa rifare meglio.
Le funzioni, lette sui loro siti lo stesso giorno
I listini li abbiamo letti il 15 ottobre, e le funzioni anche: lo stesso giorno, sulle pagine pubbliche di ognuno. Dove una funzione non è nominata sul loro sito scriviamo «non dichiarato», che non vuol dire che non ci sia: vuol dire che chi compra non la trova scritta, e che per saperlo deve scrivere e chiedere.
Le voci sono sei, scelte fra quelle che a chi fa menu per mestiere costano ore oppure costano un cliente. Le prime quattro riguardano il menu e il lavoro intorno al menu. Le altre due sono quelle in cui il confronto non ci premia, e stanno qui sotto insieme alle prime.
Il menu, e il lavoro intorno al menu
| Piattaforma | Lingue e traduzione | Allergeni | Caricare un menu che esiste già | Tornare alla carta stampata |
|---|---|---|---|---|
| Noi | cinque col Basic, senza limite col Premium: diciassette pronte, sessanta nel catalogo da attivare. Traduzione automatica dal Basic, con glossario e memoria, così le correzioni del locale restano | i quattordici dell'Unione sul singolo piatto, tradotti in ogni lingua insieme al piatto; dal Basic | da un PDF già impaginato o dalle foto della carta scattate col telefono: piatti, descrizioni e prezzi finiscono in tabella e a te resta la rilettura | documento impaginato da stampare: più menu e più lingue in un unico file, A4 o A5, listino o carta, con o senza copertina |
| Stello | due nel piano gratuito, quindici con l'intelligenza artificiale dal piano Base, con l'ultima approvazione al locale | allergeni UE nella scheda del piatto; quanti siano non è dichiarato | sì: si carica una foto o un PDF del menu e il sistema riconosce piatti e categorie | non dichiarato: si scarica il QR in alta risoluzione, non il menu |
| Famenu | tre col Pro, fino a sessanta col Premium, tradotte automaticamente | i quattordici dell'Unione, nominati come tali, dal piano Pro | sì, dal vecchio menu in PDF o in un file; dalle foto della carta non è dichiarato | non dichiarato sul loro sito |
| Menù di Oggi | traduzione automatica assistita dall'intelligenza artificiale; quante lingue non è dichiarato | sulla scheda del piatto, accanto a prezzo e varianti; quanti siano non è dichiarato | non dichiarato sul loro sito | non dichiarato sul loro sito |
| MenuDigitale.io | «tutte le lingue che vuoi», senza un numero; la traduzione automatica è una delle tre strade, insieme a quella professionale a pagamento e all'inserimento a mano, e i servizi di traduzione stanno nel Premium | da una lista predefinita, da spuntare sul piatto mentre lo inserisci; quanti siano non è dichiarato | il PDF si pubblica col suo QR, col Premium, ma è il tuo file mostrato così com'è, non un menu importato; dalle foto non è dichiarato | sì col Premium, «il tuo menu in formato cartaceo con un clic»; formato e impaginazione non sono dichiarati |
| Leggimenu | cinque tradotte automaticamente nel menu base, sei da inserire a mano con l'estensione Premium, fino a quattordici con l'intelligenza artificiale nel Premium Plus — dove il loro stesso elenco ne conta quindici | i singoli allergeni sul piatto, più la tabella completa in fondo al menu; quanti siano non è dichiarato | sì con l'estensione Premium: il menu viene generato dalla foto della carta | sì: versione stampabile del menu, in una lingua sola nel base e in cinque con l'estensione Premium |
| Qromo | oltre cinquanta, tradotte automaticamente | una lista allergeni sui prodotti, per la conformità alle norme; quanti siano non è dichiarato | non dichiarato sul loro sito | non dichiarato: si stampa il QR, e il menu digitale è dato come il modo di non stampare |
Due di queste colonne, per chi stampa, contano più delle altre. La terza è il lavoro che non si fattura: su tre righe di sette un menu che il locale ha già va ricaricato a mano, piatto per piatto, e sono le ore che ti mangiano il margine della prima tabella. La quarta è la strada di ritorno: dal menu digitale a una carta impaginata ci arrivano in tre — Leggimenu una lingua per file, MenuDigitale.io senza dire in che formato, e noi con più menu e più lingue in un unico documento. Per gli altri quattro il digitale è il posto dove la carta finisce, non dove ricomincia.
Le due colonne in cui perdiamo
| Piattaforma | Ordini al tavolo e pagamento dal telefono | Quanto puoi provare senza pagare |
|---|---|---|
| Noi | no: ordini al tavolo e pagamenti dal telefono sono in programma, non nel prodotto di oggi | 21 giorni |
| Stello | sì, dal piano Starter, con i pagamenti via Stripe | nessuna prova dichiarata: c'è un piano gratuito per sempre, un menu e cinquanta piatti |
| Famenu | i clienti scansionano e ordinano; i pagamenti dal menu non sono dichiarati | nessuna prova dichiarata: c'è un piano gratuito per sempre, un menu e settantacinque piatti |
| Menù di Oggi | non dichiarati | 45 giorni su tutti i piani, al primo utilizzo: la prova più lunga della tabella |
| MenuDigitale.io | ordini via WhatsApp o email col Premium, disattivabili; pagamenti dal menu non dichiarati | nessuna: c'è un piano gratuito fino a centocinquanta piatti |
| Leggimenu | ordini al tavolo, asporto e delivery con l'estensione Premium; pagamenti dal menu col pacchetto completo | non dichiarata: i pulsanti dicono «prova», la durata no |
| Qromo | sì: Order and Pay per ordinare e pagare dal QR, e Paga al Tavolo per il conto | 30 giorni |
Qui non c'è niente da girare. Ordinare e pagare dal telefono lo fanno Qromo, Stello e Leggimenu; Famenu fa ordinare ma sui pagamenti non dichiara nulla; noi no, e non è un «presto»: sta nei piani, non nel prodotto di oggi. E per provare senza pagare, i 45 giorni di Menù di Oggi e i piani gratuiti per sempre di Stello, Famenu e MenuDigitale.io sono più dei nostri 21 giorni. Se è questo che ti serve, meglio saperlo adesso che dopo aver firmato.
Rilevazione del 15 ottobre 2026 sulle pagine pubbliche dei fornitori: funzionalità, prezzi e domande frequenti. Le nostre righe valgono per la piattaforma come è oggi, piano per piano. Se una riga è sbagliata o è cambiata, scrivici e la correggiamo con la data nuova.
Le due scappatoie, e cosa costano
Dal margine zero i listini qui sopra lasciano due uscite, ed è bene conoscerle perché sono quelle che quasi tutti finiscono per prendere.
La prima è l'account unico: prendi uno o due piani capienti — con Famenu bastano 213,60 € l'anno per sei locali — e ci metti dentro i menu di tutti i tuoi clienti. Il conto diventa ridicolo, trentasei euro a locale. Ma quei locali non hanno un account: hanno una pagina dentro il tuo. Non entrano a cambiare un prezzo, non hanno un contratto, non hanno niente in mano. Finché ci sei tu funziona benissimo. Il giorno in cui chiudi, o litighi con uno di loro, o semplicemente vai in ferie, si vede cosa hai venduto davvero.
La seconda è non dirlo: prendi un abbonamento a testa e speri che nessuno cerchi. Funziona finché non succede, e succede sempre con il cliente a cui tieni di più, perché è quello che ci pensa.
La terza uscita è quella per cui esiste il nostro mestiere: il listino pubblico è il tuo, sul tuo dominio, col tuo marchio, e quello che paghi tu è una quota fissa che non dipende da quanto fai pagare il locale. Eccola, per intero.
Quanto ci paghi: la tabella completa
Questa è la riga che in tutte le altre colonne di questa pagina dice «non dichiarato». La nostra quota è una cifra fissa per piano, uguale per ogni rivenditore — nessuno scaglione per volume, nessuna trattativa, nessuno che compra meglio di te perché ha firmato prima. Il minimo che puoi chiedere al locale è la quota più il 20%; sopra quel minimo decidi tu e tieni tutto.
| Piano | Quanto paghi a noi | Minimo che puoi chiedere | Quanto ti resta, al minimo |
|---|---|---|---|
| Basic, al mese | 9,52 € | 11,90 € | 2,38 € |
| Basic, all'anno | 95,20 € | 119,00 € | 23,80 € |
| Premium, al mese | 19,60 € | 24,50 € | 4,90 € |
| Premium, all'anno | 196,00 € | 245,00 € | 49,00 € |
Prezzi IVA esclusa. L'ultima colonna è quello che ti resta se vendi al minimo, cioè il caso peggiore: è un pavimento, non un obiettivo.
Un esempio con numeri veri
Prendi un ristorante con la carta in cinque lingue, di quelli che ti chiamano tre volte l'anno per cambiare i piatti. Gli dai il Premium annuale. A noi paghi 196 € all'anno, sempre quelli.
- Se glielo fatturi 245 € — il minimo — ti restano 49 €.
- Se glielo fatturi 349 €, che è il prezzo a cui lo vendono di solito i nostri rivenditori, ti restano 153 €.
- Se gli fai un pacchetto a 450 € con dentro le foto dei piatti e due revisioni l'anno, ti restano 254 €.
La quota che paghi a noi è sempre 196 €: non cresce con il tuo prezzo. Non prendiamo una percentuale sul tuo lavoro, perché il tuo lavoro non lo facciamo noi. Sei clienti come quello, al prezzo di mezzo, fanno 918 € l'anno che restano a te.
Ed è qui che si vede la differenza con la prima tabella. Quel pacchetto da 450 € su Leggimenu non lo puoi fare: il tuo cliente apre il loro sito, legge 199,90 € e ti chiede perché. Da noi non c'è nessun sito da aprire, perché il sito è il tuo — e il prezzo che ci leggerà sopra l'hai scritto tu.
Di chi è il cliente
La domanda che nessun listino risponde, e l'unica che conta il giorno in cui smetti.
| Piattaforma | Di chi è l'account | Che marchio vede il locale | Chi incassa |
|---|---|---|---|
| Stello | del locale, o tuo se tieni i menu nel tuo account | non dichiarato | il locale paga Stello; 0,49% sui pagamenti dal menu |
| Famenu | del locale, o tuo se tieni i menu nel tuo account | non dichiarato | il locale paga Famenu |
| Leggimenu | uno per locale; per collegarli va chiesto a loro | il loro, finché il locale non compra l'estensione «Brand» per sé | il locale paga Leggimenu |
| Qromo | del locale | «personalizzazione branded» del menu; sul dominio proprio nulla | il locale paga Qromo, più l'1,2-1,6% sui suoi incassi |
| Menù di Oggi | tuo, se prendi il Business: cinque sedi e dieci utenti | non dichiarato | paghi tu l'abbonamento e rifatturi al locale come credi |
| MenuDigitale.io | non dichiarato | il link può portare il nome del locale; sul dominio proprio nulla | il locale paga MenuDigitale.io |
| Noi | tuo, e i locali stanno dentro la tua piattaforma, separati uno dall'altro | tuo: dominio, marchio, testi, email e contratti intestati a te | il locale paga te, sul tuo conto, e la nostra quota viene trattenuta nello stesso momento |
Cosa dichiarano le piattaforme, a chi vuole rivenderle
Terza tabella, e la più breve da leggere: abbiamo cercato su ogni sito le condizioni per chi rivende — marchio, prezzo, incassi. Questa riporta soltanto quello che ciascuno scrive di suo.
| Piattaforma | Condizioni per chi rivende | Marchio e dominio | Prezzo e incassi |
|---|---|---|---|
| Stello | niente: nessuna pagina, nessuna menzione | non dichiarato | non dichiarato |
| Famenu | niente: nessuna pagina, nessuna menzione | non dichiarato | non dichiarato |
| Leggimenu | un link «Parla con il reparto Partner», senza condizioni | c'è un'estensione «Brand» a 99,90 € l'anno che toglie il marchio dal menu, ma la compra il locale per sé | non dichiarato |
| Qromo | un piano «Enterprise» indicato anche per agenzie e rivenditori, prezzo solo dopo una demo | «personalizzazione branded» per il locale; sul dominio proprio nulla | non dichiarato |
| Menù di Oggi | un piano «Consulenti — collabora con noi», senza prezzo | non dichiarato | non dichiarato |
| MenuDigitale.io | «Sei una web agency?» rimanda a un piano «Business», senza prezzo né condizioni | si personalizza il link col nome del locale; sul dominio proprio nulla | non dichiarato |
| MenuTiger (Stati Uniti) | pubblicate: fino al 35% di commissione ricorrente, e per le agenzie uno sconto del 30% sulle licenze a partire da venti locali | marchio rimosso e dominio proprio, dichiarati | il prezzo è il loro listino, incassano loro e ti girano la commissione |
| Noi | pubblicate qui sopra, quota per quota, e negli articoli dei contratti che firmi | dominio, marchio, testi ed email tuoi | paghi una quota fissa (95,20 € o 196 € l'anno), il prezzo al locale lo fai tu, e l'abbonamento arriva sul tuo conto |
«Non dichiarato» non vuol dire che non esista. Vuol dire che per saperlo devi scrivere e chiedere, e che quello che ti verrà risposto non è scritto da nessuna parte: in Italia le condizioni di rivendita si trattano una per una, a porte chiuse. Se qualcuno dei nomi qui sopra pubblica le proprie, siamo i primi a volerlo sapere: scrivici e correggiamo la riga.
Fuori dall'Italia va diversamente. MenuTiger pubblica il proprio programma — fino al 35% di commissione ricorrente, e per le agenzie uno sconto del 30% sulle licenze a partire da venti locali — ma il modello è l'altro: vendi il loro listino e prendi una percentuale, loro incassano dal tuo cliente. È un mestiere diverso, e per qualcuno è il mestiere giusto: meno responsabilità, meno margine, nessun contratto da intestarsi.
Quando ti conviene un'altra
Un confronto che non dice mai questo è una pubblicità, e si vede. Tre casi in cui la risposta non siamo noi.
Hai un cliente solo, ed è il tuo.
Non ti serve una piattaforma da rivendere: ti serve un abbonamento. Prendi il più economico della tabella qui sopra e non pensarci più. Una piattaforma tua ha senso dal momento in cui i locali diventano un piccolo portafoglio da amministrare.
Il tuo cliente vuole gli ordini al tavolo e il pagamento dal telefono.
Noi non li abbiamo: stanno nei piani, non nel prodotto di oggi. Qromo e Stello li hanno già, con le percentuali sugli incassi che leggi in tabella. Se è questo che ti chiedono, è lì che devi guardare, e te lo diciamo prima invece che dopo la firma.
Vuoi provare senza mettere mano al portafoglio per qualche mese.
Menù di Oggi dà 45 giorni di prova contro i nostri 21, e diversi concorrenti hanno un piano gratuito per sempre su un locale. Per farsi un'idea del mestiere vanno benissimo.
Come leggere questo confronto, compreso questo
- Guarda la data e rifai i conti. I listini cambiano, il nostro compreso, e una tabella senza data non vale niente.
- Conta gli account, non i menu. «Illimitato» di solito vuol dire illimitato dentro un account solo, che è il tuo: è una cosa diversa dall'avere sei clienti con sei posizioni loro. E rifai il conto con due piani piccoli invece di uno grande: a sei locali spesso costa meno.
- Chiedi per iscritto le due cose che nessuno pubblica: quanto paghi tu, e cosa succede ai tuoi clienti il giorno in cui smetti. Se la risposta arriva solo a voce, è già una risposta.
Le altre domande da fare — marchio, prezzo, incassi, uscita, carico di lavoro — le abbiamo messe in fila con le nostre risposte in una pagina a parte, con in fondo un foglio da far riempire a chiunque altro stia valutando. Le sei domande da fare prima di scegliere una piattaforma da rivendere.